MALATTIE CARDIOVASCOLARI E CAFFÈ

Uno studio finlandese pubblicato sulla rivista Nature ha dimostrato che il consumo di caffè non solo non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ma al contrario potrebbe avere un’azione protettiva dall’infarto. I tassi di mortalità più elevata nei casi presi in considerazione dallo studio sono stati infatti riscontrati nei non consumatori di caffè.

OBESITÀ E DIABETE

Una nuova acquisizione nella comprensione dei meccanismi che legano il diabete all’obesità viene dai ricercatori della Pensylvania School of Medicine: il loro studio,pubblicato su Nature, riguarda infatti l’individuazione di un gene, espresso solamente dalle cellule adipose, che codifica una proteina ad azione ormonale denominata Resistina: quest’ultima rappresenta un collegamento importante tra obesità e diabete in quanto inibisce l’accumulo di glucosio all’interno delle cellule adipose.

A proposito di infezioni ospedaliere: le ultime acquisizioni

In un articolo pubblicato su “Lancet” un gruppo di ricercatori giapponesi ha illustrato i risultati di una importante ricerca volta a decifrare il codice genetico dello STAFILOCOCCO AUREO, uno dei maggiori responsabili delle infezioni ospedaliere: sono 75 i geni implicatii nell azione patogena del germe.Tale scoperta offrifà grandi opportunità allo sviluppo dei farmaci:

SCOPERTO IL GENE RESPONSABILE DELL’INSONNIA

Un gruppo di ricercatori dell’”Howard Huges Medical institute” coordinati dal Prof. Louis Ptacek ha pubblicato una ricerca sulla rivista americana “Science” condotta su una famiglia dell’Utah ,tutti i cui membri risultano afflitti da una sindrome da risveglio precoce; dopo alcuni mesi i ricercatori sono riusciti ad isolare il gene incriminato: si chiama hPer2 e regola il ritmo sonno-veglia.

RESISTENZE BATTERICHE

L’allarme proveniente dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) appare del tutto fondato: sono stati ormai isolati numerosi ceppi battericiappartenenti a specie diverse(stafilococco,meningococco,pneumococco, salmonella,enterococco,salmonella,micobatteri) , resistenti ad ogni tipo di antibiotico disponibile al giorno d’oggi. Il primo allarme risale alla scoperta di alcuni ceppi di Enterococco e Stafilococco resistenti alla Vancomicina, uno degli antibiotici più efficaci nei confronti dei germi gram-positivi; da allora le segnalazioni si sono moltiplicate.